Perchè davvero, avessi potuto pagare per continuare, l'avrei fatto.
E' difficile raccontare le sensazioni e le emozioni che ho vissuto in quei pochi minuti. Tutto era nuovo: la moto mai provata, il fatto d'andare in pista completamente bardato con tuta e stivali...e poi la pista.
La tensione stellare prima di salire sulla moto.
Poi come sempre mi succede, appena seduto tutto si risolve, come una magia. Se dovessi provare a spiegarlo, nel momento in cui mi siedo su una di queste moto io mi risolvo. Tutti i pensieri, tutte le tensioni turbinose che posso avere vengono spazzate via da una più pungente e precisa, che è la sensazione di agio che provo a sedermi lì. Sono a casa mia, ed è così lampante che lo stupore stesso di accorgersene spazza via tutti gli altri pensieri.
Si parte. La moto (ninjone 1000), come dirà poi il gamme, è eccezionalmente neutra. Siamo a 100 e a sentire lei ancora pare che si stia uscendo dal parcheggio.
Ma non è la moto che mi interessa particolarmente, è la pista. Mi ritrovo a vivere un sogno che chissà quante volte ho vissuto in tv tifando Vale, o semplicemente recandomi qui a vedere il San Donato.
E proprio il San Donato è la prima curva che ci attende dopo il rettilineo. E' enorme, non so come altro posso raccontarvelo, è enorme. Larga, sia come larghezza della pista che come raggio di curvatura. Poi è contropendenza e quando ci entri la vedi tutta e in entrata, girando un po' la testa, vedi anche la curva dopo, la Luco.
Ma il Mugello è il Mugello e questa Luco, che in entrata vedevi, in uscita non la vedi più finchè non sei lì, perchè c'è un piccolo scollinamento, e ti butti a sinistra e subito a destra in leggera discesa.
"Che pista, ma chi cazzo se l'è inventata??" Questo è il pensiero che unico mi ruota per la testa fin lì. Sarà passato neanche un minuto da quando siamo partiti, ma pare una vita.
Ancora una esse. Quanto è larga questa pista, riesco solamente a immaginare quanto forte si possano prendere queste curve sfruttandola tutta. Noi saremo sui 100 e queste curve le prendiamo con la moto che praticamente non si piega.
Che spettacolo dare gas e gas su queste curve. Finora il circuito è emozionante, ma nelle ultime curve, dalla Luco in poi, siamo in un punto alto e abbastanza piatto, e si vede poco attorno a noi.
Fino alla Casanova. Lì veramente succede un qualcosa di imprevisto, proprio imprevisto a livello di cervello. Entri ovviamente concentrato sulla curva, sul tracciato, ma hai immediatamente la sensazione che qualcosa cambi, e radicalmente. La pista va giù a destra, ma giù tanto. Entri e alzi lo sguardo, perchè è impossibile capire che sta succedendo: ti trovi tutto inclinato a destra, ma in fondo la pista gira a sinistra (Savelli) ed è inclinata opposta a te e alle nuvole grosse e gialle in cielo.
Ti trovi qui.
E' impossibile, veramente impossibile raccontare l'emozione che si prova a fare queste curve. Si entra in un giro di schiaffi, è difficile ricordarsi anche solo di respirare. Si esce dalla Savelli a sinistra e giù Arrabbiata 1 e 2 a destra. Questo è tutto un tratto in cui la moto scorre e si viene proiettati in un continuo cambio di direzioni e pendenze, spesso le une contrarie alle altre, in un carosello dalla concezione allucinata e mirabolante (nota: nella foto si vede solo l'arrabbiata 2 in alto alto, l'arrabbiata 1 sarebbe a sinistra in basso, coperta dal dislivello, e il curvone che si vede bene in mezzo è l'ultima curva del circuito e viene percorsa in senso opposto....facile no??:D).Esci sparato dalle Arrabbiate che ancora stai pensando a cosa è successo prima...e la pista sparisce!!! Lì veramente il delirio, questo posto è meglio di un ottovolante!!! C'è uno scavallamento FORTE dove arrivi veloce e devi impostare una curva a destra (Scarperia) completamente alla cieca! I bravi avranno i loro riferimenti, io per fortuna avevo davanti il Gamme che vedevo praticamente solo dalla schiena in su, altrimenti avrei sicuramente mollato il gas di brutto, è veramente angosciante non vedere niente in quel modo!!
Dopo la Scarperia, giù in discesa e pinzone con anteriore compresso a bestia in entrata al Correntaio (il mitico Monnezzaio!!!:D). Che risate farsela per davvero! Anche lì è un punto da cui vedi buona parte del circuito, e davanti a te la mitica tribuna Ducati! Poi giù curvone a sinistra e sei nel rettilineo, dove il nostro istruttore ha pensato bene di farci bastonare un minimo la moto e quindi siamo arrivati in fondo a più di duegento... il minimo che mi potesse soddisfare insomma! (nb ero in quarta e nemmeno pigiato, questo vi fa capire dove si poteva arrivare in sesta!)
Il secondo giro è stato un rigodersi il primo, cercando però di chiudere un po' più giù la moto e aprire un po' di più il gas, grazie anche al bomber che ci guidava che ha allungato un po' di più...
Ho anche provato a insidiare il Gamme ma poi ho deciso di limitarmi a fare i'bischero perchè ero già contento abbastanza senza sdraiarmi e dover ripagare tutto!:D
Ma, a parte il folklore, la verità è che quel primo giro non me lo scorderò mai. A parte i nomi delle curve che ho ricercato nella mappina per essere preciso nel racconto, tutto il resto l'ho scritto di getto come se fossi uscito da 3 minuti e, insieme a tantissime altre emozioni, tutto questo resterà a lungo dentro di me.
Per citare il camme: sicuramente una delle nostre esperienze più emozionanti di sempre.
Il Renga
